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Condominio CH made by Italy


Il Condominio CH è il risultato di una ristrutturazione di un edificio esistente con la creazione di quattro piccole unità residenziali.


L'edificio originario è stato costruito negli anni '80 in una zona periferica della città di Cagliari completamente urbanizzata e sviluppata spontaneamente a partire dagli anni '70 fino al metà degli anni '90, quando è stato preparato un programma di riqualificazione urbana.
L'edificio ospitava inizialmente una famiglia. In seguito è stato acquistato da un imprenditore edile il quale intendeva rinnovare, non solo dal punto di vista funzionale ma anche dal punto di vista estetico, il manufatto. Il progetto deriva dalla richiesta del committente di dare una nuova immagine alla costruzione.


La progettazione è stata affidata allo studio italiano C+C04 Studio (collaboratori: Laura Maccioni, ing. Stefano Pusceddu, ing. Mauro Soddu, ing. Gabriele Antonino Coco) dal 2004 al 2007 con un preventivo di 400.000 €.
Il progetto prevedeva il mantenimento dell'impianto dell'edificio esistente senza modifica di sedime e di volume, introducendo elementi essenziali che dessero qualità all'intervento. I concetti base erano appunto mantenere e filtrare. Sono stati rimossi i parapetti, le pareti divisorie e gli elementi superflui ed incongruenti dello stato di fatto. Nei prospetti sono state inserite delle "mascherine", sistemi che permettono di filtrare la luce e allo stesso tempo di poter guardare il paesaggio marino, lette come strutture in grado di rendere dinamiche le facciate.


La costruzione ha così assunto un nuovo equilibrio nel rapporto fra la superficie della parete e la struttura di metallo, il primo voluminoso, il secondo sottile ed aperto. Equilibrio bilanciato dall'uso del bianco delle facciate che indica la purezza ed il colore ferro ossidato degli elementi di mascheramento.


Foto di C+C04 Studio



via archdaily
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I padiglioni dell'Expo Shangai 2010 - parte 2

Padiglione di Israele
Questo padiglione assomiglia ad una conchiglia in parte rivestita in pietra ed in parte in vetro trasparente. Secondo gli organizzatori "il disegno simboleggia l'innovazione israeliana e la tecnologia e rappresenta il dialogo fra umanità e natura, fra la terra ed il cielo, così come il passato ed il futuro."
E' organizzato in tre ambienti principali: il giardino del silenzio, il corridoio di luce e quello delle innovazioni. Il giardino è un frutteto verde che accoglie gli ospiti mentre entrano nella costruzione e li invita ad abbassare il tono di voce.




Padiglione dell'Arabia Saudita
E' il più grande tra i padiglioni presentati: ha un’estensione di circa 7600 mq, secondo solo al padiglione cinese in termini di grandezza.
La copertura è un tetto verde nella quale sono state piantate 150 palme da dattero, tipica vegetazione del deserto arabico importati direttamente dall'Arabia Saudita. Tra di essi è stata collocata una tenda tradizionale beduina per la prima accoglienza dei visitatori.


La rampa d’accesso presenta nella prima sezione una riproposizione della storica Via della Seta. La forma esterna si presenta come la chiglia di una grande barca con tutt’attorno una riproposizione del tipico paesaggio saudito: deserti e mari. Il primo piano si sviluppa come un vasto giardino con alberi cinesi e sauditi in crescita, simbolo dello stretto rapporto di amicizia sviluppato tra i due paesi nel passato.
Attrazione principale del padiglione è un’enorme schermo cinematografico 3D, il più grande attualmente presente al mondo, posizionato all’interno di una piazza di mq 1600 per proiettare gli innumerevoli e sbalorditivi spettacoli. In un’area di mq 2000 esterna al padiglione, è possibile assistere agli spettacoli giornalieri di 50 ballerini provenienti dall’Arabia Saudita.

Tale progetto, la cui realizzazione ha visto la collaborazione di designer cinesi e sauditi, risulterebbe essere quello più costoso finora realizzato all’Expo, degno della nazione che ne ha voluto la realizzazione.
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I padiglioni dell'Expo Shangai 2010 - parte 1

Padiglione del Regno Unito
Il progetto per il padiglione britannico dell'Expo 2010, denominato The Seed Cathedral, realizzato dall’architettoThomas Heatherwick, è dedicato alla qualità della vita negli ambienti urbani. Si tratta di un particolare esempio di genialità e rinnovamento e si presenta come una struttura di sei piani interamente rivestita da 60mila fili acrilici trasparenti lunghi 7,5 metri che si muovono insieme al vento per generare un effetto dinamico che destabilizza.


Durante il giorno i 60mila filamenti fungono da fibre ottiche, incanalando la luce naturale verso l’interno. Durante la notte la luce artificiale degli spazi interni, condotta all’esterno sino all’estremità di ogni filo, fa brillare l’intera struttura, dando vita a una strabiliante esperienza visiva.

La piattaforma su cui poggia il padiglione assume l’originale forma di una carta aperta dando l’idea di aver precedentemente avvolto il padiglione e la sua estensione tutto intorno alla costruzione ha la funzione di ospitare eventi aperti al pubblico.





Padiglione della Russia
Il padiglione è composto da 12 torri alte 20 metri ed ognuna di esse è decorata e colorata in modo differente: rosso, oro, bianco. Le torri sono ispirate al costume tradizionale femminile russo e sono collegate tra loro da una struttura centrale di circa 15 metri. L'intenzione era quella di riprodurre le città degli Urali di 3.000 anni fa, riadattando le torri alla modernità variandone le forme in modo irregolare. All’interno delle torri vengono proiettate delle immagini di favole dello scrittore russo Nikolay Nosov.





Padiglione della Romania
Il concetto intorno al quale si sviluppa il progetto di questo padiglione è il colore verde e la forma della mela, la frutta più popolare in Romania. Infatti rappresenta la "città verde" e lo sviluppo sostenibile. Denominata "Greenopolis", la costruzione è composta da cinque livelli, in cui gli ospiti saranno invitati a partecipare ai balli popolari rumeni, ai vari eventi ed alle proiezioni di film.


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Expo di Shangai 2010

L'Esposizione Universale 2010 è organizzata dalla città di Shanghai, in Cina e si svolgerà tra il 1 maggio 2010 e il 31 ottobre, per un totale di 6 mesi, come richiesto dal BIE. I padiglioni espositivi sono situati sulle due rive del fiume Huangpu che attraversa Shanghai.


Il tema scelto è "Better City, Better Life" (Città migliore, vita migliore) ovvero la qualità della vita in ambito urbano.
Si vuole discutere del problema della pianificazione urbana e dello sviluppo sostenibile nelle nuove aree cittadine, ma anche sulle modalità di intervento per la riqualificazione del tessuto urbano esistente, visto l'aumento consistente della popolazione dal secolo scorso ad oggi.

Sono stati individuati dei sottotemi per i padiglioni rappresentativi di ogni stato:
- L'unione di diverse culture all'interno delle città
- La prosperità economica nelle città
- Innovazioni della scienza e della tecnologia nelle città
- Rimodellazione delle comunità cittadine
- Interazione tra aree urbane e rurali

Il risultato è stato sbalorditivo e chissà quale costruzione non sarà temporanea ma testimonierà questo evento universale!
Quello del Regno Unito, dalla strana forma tra un fungo e un riccio, oppure il padiglione degli Emirati Arabi Uniti dalla superficie dorata traslucida a forma di onde progettato dallo Studio Foster e Associati? O forse quello della Danimarca, i cui visitatori aggirandosi tra ambienti curvilinei e spiraliformi possono sperimentare momenti di vita danese, con tanto di giro in bici o picnic sul giardino pensile?


Servendo da entrata principale al luogo dell'Expo 2010 del mondo, "il boulevard dell'Expo" è coperto
da una membrana con area totale di mq 65.000 ed un'estensione di quasi 100 m. La copertura, situata nell'argine sud del fiume di Huangpu, è sostenuta da 19 alberi interni e 31 esterni e da sei strutture a forma di imbuto in acciaio e vetro. Ha un'altezza interna di 45 m. e una proiezione libera di m 80. Sono chiamate le Valli del Sole perchè incanalano la luce naturale negli interrati del boulevard stesso.


Con l'ausilio dei cavi e dei ganci, gli alberi centrali minimizzano la distorsione della membrana durante gli stati di forte sollecitazione derivanti dal vento e sopportano la maggiore parte dei carichi verticali.
Gli anelli di collegamento interni e la doppia membrana stratificata servono a distribuire il peso e
rinforzare la membrana nei punti di concentrazione del carico.


La testa ed il piede degli alberi sono in acciaio montati su cuscinetti a sfera ed annegati nel getto in calcestruzzo armato.
Durante i periodi di pioggia consistente, la struttura del tetto incanala l'acqua verso l'interno degli alberi.

Fonte: designboom






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Daniel Libeskind: il Teatro di Dublino


Daniel Libeskind è l'autore del progetto del "Gran Canal Square theatre and Commercial Development" a Dublino in Irlanda commissionato nel 2004 e completato nel 2010 consistente nella costruzione di un teatro aperto pochi giorni fa e di una grande area direzionale che sarà finita nel 2011.


Il concetto era quello di sviluppare una forte presenza culturale espressa in volumi scultorei per proiettare un dialogo fluido e trasparente con le preesistente culturali, commerciali e residenziali adiacenti al sito. Questa composizione genera una composizione urbana dinamica che rispecchia la gioia ed il dramma emblematici insiti a Dublino.


Il tetrao ha una capacità solo di 2000 posti a sedere ma sarà comunque il nuovo landmark della città. E' affacciato con la "sua" piazza al porto e quindi al Gran Canal.
L'idea architettonica del teatro è basata su tre fasi: il teatro in sè; la piazza e l'ingresso multiplo.
Il teatro si trasforma nella facciata principale di una grande piazza pubblica che ha un hotel a cinque stelle e residenze su un lato ed edifici per uffici sull'altro.
La piazza funge come una lobby per il teatro, diventando palcoscenico all'aperto per riunioni civiche ad esempio o rappresentazioni teatrali attraverso l'elevazione di piattaforme per poterle vedere.
Il tetto praticabile del teatro offre altrettante viste spettacolari al di sopra il porto di Dublino.


Lo stile di Libeskind è percebile in ogni gesto, in ogni dettaglio dell'opera. Ogni segno tracciato è netto e funzionale; nulla è lasciato al caso!

Particolari tecnici
blocco sud adibito ad uffici:  21.092 mq
teatro:  13.768 mq con 2.000 posti a sedere
blocco nord adibito ad uffici:  33.320 mq

Struttura del teatro:
Il rivestimento esterno è in pannelli di acciaio inossidabile ancorati su struttura portante in calcestruzzo armato e acciaio.
I vetri usati sono ad alto rendimento con telai in acciaio.


Figure
progetto: architekt Daniel Libeskind ag
tecnico delle strutture: consulenti tecnici Arup
impianti elettrotecnici e meccanici: consulenti tecnici Arup
consulente acustico: Arup
progettista illuminotecnica: Pritchard Themis
consulente in materia di protezione antincendio: Michael Slattery associates
consulenti in materia della facciata: Billings design associates
consulenti in materia del rivestimento (acciaio e vetro): Permasteelisa Group
appaltatore: John Sisk & son ltd.
subappaltatore della facciata: permasteelisa central europe (teatro)
permasteelisa s.p.a (edifici commerciali)



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