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Le case prefabbricate di Turkel Design


Un altro esempio americano di studio, progettazione e costruzione di edifici prefabbricati ecosostenibili è quello presentato dallo studio Turkel Design.
Ha presentato sette nuovi progetti di case prefabbricate che verranno realizzati dalla ditta Lindal Cedar Homes. Una vera e propria collezione di case costruite in kit e spedite non solo negli Stati Uniti ma ovunque nel mondo, per essere poi semplicemente assemblate utilizzando manodopera locale.


La serie si chiama "Dwell Homes Collection" caratterizzata dallo stile moderno, contemporaneo ed elegante tipico dei progettisti che le hanno realizzate e da alto profilo energetico., Sono realizzate in kit flat pack per ridurre i costi di trasporto, il concetto ideale di casa prefabbricata, pratica da "montare" e non da costruire in cantiere, che non richieda manodopera specializzata e che possa essere così installata anche in regioni remote dove scarseggino costruttori di buon livello.


Il materiale base usato nella costruzioni è il legno a vista, che le rende accoglienti e calde esaltato dalla luce naturale che filtra dalle aperture.


Lo studio ha proposto nove modelli base per dimensioni fino a circa 300 mq: dalla piccola casa a due camere fino a quella per famiglie numerose. Possono essere acquistati così come da catalogo o personalizzati secondo le richieste della committenza o progettati, sulla loro base stilistica, completamente da capo.


Il tutto con l'uso di tecnologie come il riciclo dell'acqua piovana, l'attenzione alle energie rinnovabili (solare fotovoltaico e solare termico) e l'uso di materiali ecosostenibili.

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L'eleganza della prefabbricazione


La Serie LV delle case prefabbricate progettate dallo studio californiano Rocio Romero colpisce per la purezza e l'essenzialità delle linee e per la praticità delle soluzioni.


Si tratta di case prefabbricate che vengono spedite in cantiere come "flat pack", per ridurre il costo del trasporto ed i tempi di montaggio.
Queste abitazioni hanno stile moderno, pulito, minimale e si integrano con la natura circostante; sono personalizzabili a seconda del gusto e delle esigenze del cliente, che a partire dai moduli base può farsi realizzare la casa dei propri sogni.

Il kit di assemblaggio di queste case prefabbricate, che comprende solamente la struttura e le finiture esterne, può essere spedito in tutto il mondo dall'azienda, permettendo così a chiunque di ordinare la propria casa Rocio Romero e farsela poi assemblare da un costruttore locale.


La serie, iniziata con la casa LV Home, è stata poi ampliata con i modelli LVL, LVM e LVG, che aggiungono altre opzioni al modello base; la tipologia 150 è stata progettata per resistere a venti fino a 150 miglia orarie ed è conforme alle normative anti-uragano.


Tutte le varie versioni hanno una larghezza di 7,65 metri, con una lunghezza variabile a seconda delle combinazioni ottenendo una struttura di maggiori dimensioni.

Rocio Romero LVL: costruita nel Kootenay Lake Village negli Stati Uniti. La casa dispone di tre camere da letto, due bagni, cucina e soggiorno ed una stanza per lavanderia/servizi vari. Un ampio
deck si estende di fronte al lago, separato dalla casa da grandi porte scorrevoli in vetro.



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Progetti di case in legno da Abitare Legno

"Abitare Legno" è il nome di un team di progettisti che hanno l’obiettivo di proporre soluzioni edilizie che integrino la qualità architettonica con le nuove tecnologie costruttive in legno.

I presupposti di ogni loro progetto sono l’efficienza energetica, attraverso il controllo bioclimatico dell’edificio, il carattere economico della costruzione nelle fasi produttive e di cantiere, l’utilizzo di materiali naturali come il legno per un minore impatto ambientale.


Ad oggi il settore della progettazione si sta spingendo sempre più verso l’integrazione tra gli aspetti puramente prestazionali ed economici, per la ricerca della migliore soluzione sostenibile rapporta anche al costo, ed aspetti legati alla variabile "ambiente" che permettono di porsi in una posizione privilegiata nel contesto dello sviluppo sostenibile in generale, e della ricerca della soluzione eco-compatibile in particolare con riferimento alla salubrità dell’abitazione, all'inquinamento degli edifici, alle risorse energetiche, all'utilizzo dei materiali e la riduzione dei consumi


Tutto ciò deriva da uno studio consapevole delle caratteristiche e delle potenzialità dei materiali riferendole a tutte le fasi di vita di un edificio (Life Cycle Thinking) con l’obiettivo di conseguire il benessere e la salute degli utenti compatibilmente con gli standard economici raggiungibili.


Al momento Abitare Legno ha pubblicato 14 progetti di case in legno e uno strumento di ricerca che permette di individuare le soluzioni progettuali per caratteristiche tipologiche, dimensionali e funzionali.
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Case prefabbricate modulari ecosostenibili firmate Method House: ecco un altro esempio

Un altro esempio di case prefabbricate modulari ecosostenibili prodotte dalla ditta americana Method Homes è il modello Lid Park già costruito a Seattle.


E' stata progettata per riempire un piccolo e stretto lotto con affaccio sul parco. Si compone di due moduli formati da una camera, due bagni, cucina e soggiorno per un totale di circa 110 mq oltre garage e 20 mq di pavimentazione esterna.


Caratterizzata da uno stile moderno, attento alle questioni di benessere, comfort e ambientali è considerata la casa del futuro!
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Case prefabbricate modulari ecosostenibili firmate Method House

Method Homes opera nel settore delle case prefabbricate modulari ecosostenibili, negli Stati Uniti, ovvero è un'azienda che costruisce le abitazioni quasi interamente in stabilimento e trasportata in cantiere per le fasi di assemblaggio. In molti casi vengono consegnati in sito i singoli componenti, che possono essere ad esempio pareti complete, attrezzate di finestre e porte, o veri e propri moduli che includono un intero bagno.

Questa azienda offre una grande varietà di prodotti sia standard che personalizzati in base alle esigenze degli utenti, senza trascurare l'aspetto estetico e soprattutto energetico.

Ad esempio il modello M2 della serie SML comprende tre diversi moduli che possono essere combinati per ottenere un ampio numero di piani finali, ed in questo caso ne sono stati utilizzati due che sono stati uniti successivamente in cantiere da una sezione realizzata appositamente su misura. Essa ha uno sviluppo di circa 115 mq.


Questa tipologia è stata realizzata a Washington, rientra nella categoria LEED Gold, analoga alla classe A+ di CasaClima,, ed utilizza materiali ecologici ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica, il tutto con ovviamente una struttura particolarmente isolata termicamente.


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Struttura e sostenibilità della Big Dig House - Parte 2

Con un costo di costruzione finale di 645.000 $ e consistenti vantaggi in termini energetici, i tecnici che hanno lavorato per la progettazione e costruzione della Big Dig House hanno realizzato l'edificio ex novo a partire proprio dagli elementi salvati: le sezioni temporanee delle rampe di accesso alla strada sono diventate la sua struttura portante.
Hanno inoltre recuperato i pannelli prefabbricati, chiamati "inversets", in calcestruzzo integrati con travi di acciaio a sezione rettangolare generalmente usati per i ponti stradali. La loro composizione solidale e disomogenea di calcestruzzo e acciaio ne renderebbe particolarmente costoso ed inefficienti la demolizione ed il riciclo, sia dal punto di vista economico che energetico, a causa della difficile separazione dei materiali.
I materiali recuperati non sono stati alterati o tagliati eccetto per le necessarie operazioni di verifica delle funzionalità, pulituta e verniciatura.


Gli stessi progettisti affermano:
"Il risultato è stata una struttura a telaio la cui costruzione al rustico è durata tre giorni invece delle tre settimane necessarie per costruire una struttura con materiali e tecniche tradizionali".

La struttura portante principale è costituita da telaio in acciaio con un unico modulo di dimensioni pari a m 8x11 realizzato con due sistemi a portale (ex piloni di sostegno delle rampe) costituiti da pilastri a sezione quadrata di mm 500, imbullonati su travi a sezione rettangolare alte mm 700 e opportuni controventamenti. Il tutto è ancorato su plinti di fondazione in calcestruzzo armato.

A questa viene affiancata una struttura di elementi in acciaio profilati per la realizzazione di una facciata continua in vetro nella zona giorno e la copertura.

Le fondazioni e la struttura del piano seminterrato sono in calcestruzzo a vista, mentre quella del volume del garage è in muratura con blocchi di cls alleggerito e il solaio in pannelli inversets (dim. m 12x3 in grado di portare fino a 25 t - capacità portante derivante dall'originaria destinazione d'uso).
I tamponamenti verticali opachi sono costituiti, dall'esterno verso l'interno, da doghe di legno di Cedro dello spessore di cm 1,9 con sezione ad incastro e montanti in legno dello stesso spessore posti con interasse di cm 40, isolante estruso Styrofoam di cm 5, una struttura secondaria di profili in acciaio di dimensione di cm 60x180, uno strato di barriera al vapore e uno strato di cartongesso lastra singola.


Una seconda tipologia di tamponamento usato prevede come struttura secondaria una parete in blocchi di calcestruzzo alleggerito.

Il solaio tipo è costituito da uno strato di finitura in assi di legno con sezione ad incastro, uno strato sottopavimento in pannello di legno multistrato, una membrana in polietilene e carta adesiva incollata su calcestruzzo, pavimento radiante e pannello prefabbricato in cls e acciaio.

L'accurato lavoro di progettazione mirato al riutilizzo dei componenti strutturali ne ha previsto l'assemblaggio e le sequenze costruttive in maniera efficace e puntuale e la struttura in acciaio, nonché i solai in conglomerato cementizio prefabbricati, sono stati completati in pochi giorni con una durata totale della fase di costruzione di circa 18 mesi.


Altra scelta d'effetto è l'accostamento tra i materiali recuperati dall'aspetto industriale e quelli usati nell'ambiente interno che accentuano la luminosità e l'eleganza (pavimento in cemento levigato e finiture parietali con intonaco bianco).


Per quanto riguarda la sostenibilità, già di per sé il riuso dei componenti ha evitato il conferimento in discarica o il riciclo energeticamente dispendioso di più di 270 t di materiale; è stato progettato un tetto verde che consente la riduzione della perdita della acque piovane e un miglior isolamento dell'edificio; l'acqua raccolta confluisce in un recipiente in calcestruzzo, anch'esso recuperato e posto nel sottosuolo, per l'irrigazione del giardino. La massa termica inoltre dei pannelli prefabbricati consente di ottimizzare le strategie di riscaldamento passivo e raffrescamento.

Queste azioni riflettono la poetica dello studio Single Speed Design che punta "a esplorare una versione della sostenibilità con un approccio in cui la progettazione è il punto di convergenza di un'azione interdisciplinare".
L'edificio e il processo progettuale e costruttivo realizzati sono pertanto considerati dagli architetti e dall'ing. Pedini come la concreta messa in atto di un processo sperimentale che può essere ripetuto e applicato come strategia diffusa in vista del recupero di materiali provenienti da costruzioni dismesse rappresentando un vero e proprio processo di "engineered precycling", definizione attribuita dallo stesso ingegnere (processo fondato sulla possibilità di attivare fondi di sostegno governativi da utilizzare per le spese di trasporto dei materiali da salvare che possano consentire ed incentivare il recupero degli stessi per la costruzione di nuovi edifici).

Fonte: Rivista Costruzioni Metalliche n. 4 - luglio agosto 2010
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Struttura e sostenibilità della Big Dig House - Parte 1

La Dig House è un'abitazione realizzata vicino a Boston in un quartiere residenziale di architettura moderna risalente alla fine degli anni '40 e progettato dallo studio The Architect's Collaborative fondato da Walter Gropius e altri sette giovani architetti nel 1945.


Questa casa costituisce un esempio significativo del riuso di componenti di recupero come elementi strutturali assemblati a secco. I materiali di scarto provenienti dallo smantellamento di una delle più grandi infrastrutture degli Stati Uniti, l'autostrada Big Dig di Boston, sono stati avviati ad una seconda vita (grazie all'ing. Paul Pedini, vice presidente della società di costruzioni Jay Cashman, allo studio di Architettura Single Speed Design ed allo studio di Ingegneria Weidlinger Associates), come struttura portante di una casa unifamiliare, realizzando un processo progettuale e costruttivo eco-compatibile nella gestione dei materiali della costruzione e creativo nel linguaggio architettonico contemporaneo.


L'immobile si integra perfettamente con il sito boscoso di circa 1784 mq su cui sorge; infatti la regolarità dell'impianto planimetrico è in pieno accordo con il verde esistente e quello di nuova progettazione in stile giapponese (oltre il tetto verde situato sulle coperture dei due corpi volumetrici principali).
Ha uno sviluppo di 353 mq distribuiti tra il livello seminterrato, terra, primo e copertura ed è stata commissionata da un privato.
Hanno utilizzato più di 270 t di materiale proveniente dalla dismissione delle sezioni stradali.


Dal punto di vista architettonico, la costruzione è costituita da volumi e piani sfalsati e intersezioni di spazi con logge e terrazze appese alla struttura in acciaio faccia vista, che articolano la volumetria regolare dell'insieme, creando un caratteristico gioco di spazi interni ed esterni nonchè di luce ed ombra.

La distribuzione è organizzata su due spazi principali: il primo livello è costituito da un'ampia zona giorno a tutta altezza (8,2 m) integrata dalla cucina con la zona relax-divertimento comprendente una superficie totale di 93 mq.
Gli spazi privati si trovano al di sopra della zona giorno e sono distribuiti attorno alla hall-libreria che ha la vista sul  soggiorno a tutta altezza. A questo secondo livello sono situate inoltre la camera da letto, due bagni, la lavanderia, la cabina armadio e la zona ufficio.
Il piano seminterrato è stato dedicato agli ospiti con due camere attrezzate di cabina armadio.


Fonte: Rivista Costruzioni Metalliche n. 4 - luglio agosto 2010
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La costruzione prefabbricata sostenibile da mettere anche in giardino


PieceHomes è un prototipo di un edificio prefabbricato modulare adibito a studio, progettato dallo Studio Prefab Pops-up a Venice, Los Angeles.


Il monoblocco prefabbricato del livello superiore è stato costruito in stabilimento e trasportato attraverso un camion in sito. Durante la posa in opera dello stesso tramite un carrello elevatore, i supporti temporanei sono stati poi sostituiti con pareti tradizionali per creare un garage doppio.


Si presenta come una costruzione estremamente semplice, pulita, molto illuminata ma soprattutto ecosostenibile con zero emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera e rifiuti edili quasi nulli. Inoltre ha anche un piccolo tetto verde e pannelli solari in grado si soddisfare la richiesta di energia della costruzione. Ha un sistema di ventilazione interna in grado di mantenere il comfort ottimale degli ambienti interni.


La dinamicità è data dall'accostamento di diversi materiali con proprietà diverse quali allumino, lamiera, legno, vetro...
Questo sistema prefabbricato è ideale per soddisfare l'esigenza di ampliamento della propria abitazione senza intaccare la composizione architettonica della stessa, avere un ambiente tranquillo con costi e tempi di realizzazione contenuti.
Ha un'estensione al piano primo di 45 mq ed è possibile adibirla ad altre destinazioni d'uso come camera, salotto, studio,...ovviamente è già dotata di servizi igienici.

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Torre in legno ecosostenibile di 30 piani

Diciamo che, come la maggior parte delle volte le novità e la sperimentazione non sono proprio italiane. E' il turno dell'Austria che ha deciso di sfruttare al massimo le caratteristiche e le potenzialità di un materiale molto antico: il legno.
Già il fatto di costrire un'abitazione in legno di due piani in Italia non è cosa comune (si preferisce la tradizione e quindi il mattone), figuriamoci un complesso di 30 piani!


Nonostante le ovvie conseguenze del cambiamento climatico globale, lo sviluppo urbano si concentra ancora oggi su costruzioni di tipo tradizionale che implicano lunghi tempi e consistenti costi. In questo modo, l'industria globale delle costruzioni è attualmente responsabile del 40% dell'energia consumata e produce il 40% delle emissioni di anidride carbonica.
Lo studio CREE (Creative Renewable Energy and Efficiency) ha seguito un'altra strada.

Ha progettato questo nuovo palazzo a destinazione residenziale con struttura lignea e rappresenterà uno degli edifici più ecosostenibili a livello mondiale (e anche il più alto con questo sistema strutturale - 100 metri di altezza) in grado di ridurre al minimo il consumo di energia nel suo intero ciclo di vita.

L'intervento, denominato "LifeCycle Tower", è previsto nella città di Dornbirn e rispetterà gli standard di casa passiva prefabbricata. Infatti il progetto è stato concepito come una serie di moduli prefabbricati assemblati in cantiere che consentiranno la riduzione della tempistica di costruzione e dei costi.


Nelle facciate saranno installati sistemi di produzione e gestione dell'energia: impianto fotovoltaico e solare per produzione dell'energia e dell'acqua calda e pannelli "verdi" in grado di regolare il guadagno di calore dell'edificio nei mesi estivi.

Per quanto riguarda la struttura, essa è interamente progettata in legno con l'introduzione di calcestruzzo armato per irrigidire i nuclei dei vani ascensore. Anche in questo caso è stata stilata una griglia di base per la distribuzione dei pilastri delle dimensioni di 1,35 x 1,35 metri, che potrà essere adattata a costruzioni future anche tipologicamente diverse (alberghi, uffici o appartamenti).


Gli elementi lignei sono resistenti alle eventuali sollecitazioni provocate da un terremoto e o allo scoppio di incendi senza collassare per un tempo maggiore rispetto ad una struttura in acciaio non appositamente trattata.
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casa modulare prefabbricata: One +


"One +" è un housing-concept studiato dalla società svedese "add-a-room". Essa ha concepito dei moduli base prefabbricati con possibilità di aggregazione.
Il sistema è stato progettato da un architetto danese Lars Frank Nielsen e utilizza blocchi componibili da 15 metri quadrati.
Le unità sono costruite in stabilimento e montati in loco per snellire il processo edilizio e ridurre i costi.


Gli utenti possono utilizzare un solo modulo o combinarne più moduli per creare il proprio design. Il sistema utilizza materiali locali svedesi e serramenti ad alta efficienza energetica.
L'unità di base ha un costo di circa 35.000 $.



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