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Case prefabbricate modulari ecosostenibili firmate Method House: ecco un altro esempio

Un altro esempio di case prefabbricate modulari ecosostenibili prodotte dalla ditta americana Method Homes è il modello Lid Park già costruito a Seattle.


E' stata progettata per riempire un piccolo e stretto lotto con affaccio sul parco. Si compone di due moduli formati da una camera, due bagni, cucina e soggiorno per un totale di circa 110 mq oltre garage e 20 mq di pavimentazione esterna.


Caratterizzata da uno stile moderno, attento alle questioni di benessere, comfort e ambientali è considerata la casa del futuro!
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Una casa moderna in calcestruzzo: GGG House - Parte 2

Altro elemento caratterizzante della splandida GGG House, già citato nel post precedente, è l'acqua.


Tutte e tre le vasche d'acqua hanno lo stesso funzionamento: quello di uno specchio che viene in essere grazie all'acqua piovana raccolta in vasche scavate nel tetto e successivamente convogliata attraverso delle selle nei rispettivi specchi d'acqua.


Nel patio l'acqua cade in una pedana rialzata. Il velo d'acqua che si forma, tracima; viene raccolta e "smaltita" attraverso le tubazioni dell'acqua piovana.



La stessa cosa vale per lo specchio d'acqua triangolare.


L'acqua piovana che cade arriva in una vasca rettangolare sospesa sostenuta da travi che partono dall'edificio e appoggiano nel muro di recinzione a confine con un cannetto. Proprio qui l'acqua raccolta viene convogliata in tubi passanti attraverso la struttura.


Essa è il frutto dello studio e della profonda conoscenza dello stile di architetti di fama internazionale del calibro di Luis Barragán, Tadao Ando, Louis Kahn, Carlo Scarpa e anche Le Corbusier.

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Una casa moderna in calcestruzzo: GGG House - Parte 1


La "GGG House" è un interessante esempio di come l'architetto riesca a modellare brillantemente i materiali ed i fattori esterni quali la luce e l'acqua. E' una villa nella quale ogni ambiente, ma soprattutto ogni dettaglio, è estremamente curato, con evidente pazienza, amore e sapienza.


Questa moderna abitazione è opera dell'architetto Alberto Kalach in collaborazione con Daniel Alvarez a Mexico City tra il 1997 e il 1999.


E' una scoperta che innesca e procura continue suggestioni.
Lo stesso architetto afferma:

"La immagino come un varco che conduce i suoi abitanti da un luogo pubblico, la strada, a un altro più adatto alla fantasia e all'intimità, attraverso una successione di spazi che si mostrano sempre in maniera indiretta, di sbieco o di riflesso, ma non si lasciano realmente afferrare se non vi si accede e non li si percorre."


Calcestruzzo allo stato grezzo e attenzione costante al dettaglio si incontrano ovunque, si mescolano, si affrontano, diventano i protagonisti di un dialogo serrato che procede per interferenze ed emozioni.


Assomiglia ad un enorme monolite, interrotto progressivamente da patii, giardini, nicchie che scolpiscono, aprono, squarciano la massa severa originaria.


"L'abitazione è concepita come un grande monolite di cemento armato, scavato secondo una maglia spaziale definita da due figure geometriche diverse, che si frammenta progressivamente in un reticolo tridimesionale prodotto dal successivo inserimento di una sfera in un cubo e viceversa.[...] La volumetria generale della casa, strutturata secondo una composizione di forme piene e separate ma concatenate tra loro, risponde alla configurazione del sito."


Il progetto è una pagina di architettura nella quale il materiale ruvido, grezzo, scabro, incontra la luce, morbida, sensuale, avvolgente. Qui trovano posto le sculture di Jorge Yazpik, masse scolpite nei vuoti all'interno della casa. Sculture all'interno di una scultura.


"La luce, assoluta protagonista di questa architettura, filtra dalle fessure create ad arte nei soffitti e nelle pareti, ma a volte esplode senza direttrice alcuna e inonda dolcemente gli spazi, svelando dettagli invisibili. Oscurità, luminosità e penombra si alternano, animano i percorsi e conferiscono varietà agli ambienti, mentre segnano il passaggio nel tempo."


Percorrendo la villa, dall'ingresso solido e massiccio, attraverso i labirintici ambienti interni, i corridoi vetrati, fino al soggiorno aperto sul verde, l'idea è quella di una passeggiata dal buio alla luce, dalle ombre al chiarore, dalla massa al vuoto. Un viaggio emotivo di contrasti che parte dalla materia solida e arriva alla sua espressione eterea.


Lungo il percorso, l'ambiente alterna spessi setti in calcestruzzo, materici e compatti, a sottili pareti in vetro, alcune delle quali organizzate a creare scrigni trasparenti per le sculture di Jorge Yazpik.


GGG House è disegnata "intorno" all'arte: corridoi, cucina, camere, bagni si distribuiscono intorno alle sculture stabilendo un legame intimo fra la quotidianità e il rapimento estetico, fra azioni ripetute ed emozioni che si ripetono sempre diverse. In un'esplorazione continua di suggestioni e di meditazione.


Le forme, i rapporti fra pieni e vuoti, fra masse compatte e volumi scolpiti si accompagnano ad una poetica dei materiali che vive di una straordinaria interazione fra anime cromatiche e tattili eterogenee: pietra naturale, cemento grezzo, legno, vetro, acciaio sono le note di uno spartito progettuale sinergico e perfettamente in equilibrio. Di più, sono le note che trasformano l'architettura in una musica che appaga anima e senso estetico.

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Struttura e sostenibilità della Big Dig House - Parte 1

La Dig House è un'abitazione realizzata vicino a Boston in un quartiere residenziale di architettura moderna risalente alla fine degli anni '40 e progettato dallo studio The Architect's Collaborative fondato da Walter Gropius e altri sette giovani architetti nel 1945.


Questa casa costituisce un esempio significativo del riuso di componenti di recupero come elementi strutturali assemblati a secco. I materiali di scarto provenienti dallo smantellamento di una delle più grandi infrastrutture degli Stati Uniti, l'autostrada Big Dig di Boston, sono stati avviati ad una seconda vita (grazie all'ing. Paul Pedini, vice presidente della società di costruzioni Jay Cashman, allo studio di Architettura Single Speed Design ed allo studio di Ingegneria Weidlinger Associates), come struttura portante di una casa unifamiliare, realizzando un processo progettuale e costruttivo eco-compatibile nella gestione dei materiali della costruzione e creativo nel linguaggio architettonico contemporaneo.


L'immobile si integra perfettamente con il sito boscoso di circa 1784 mq su cui sorge; infatti la regolarità dell'impianto planimetrico è in pieno accordo con il verde esistente e quello di nuova progettazione in stile giapponese (oltre il tetto verde situato sulle coperture dei due corpi volumetrici principali).
Ha uno sviluppo di 353 mq distribuiti tra il livello seminterrato, terra, primo e copertura ed è stata commissionata da un privato.
Hanno utilizzato più di 270 t di materiale proveniente dalla dismissione delle sezioni stradali.


Dal punto di vista architettonico, la costruzione è costituita da volumi e piani sfalsati e intersezioni di spazi con logge e terrazze appese alla struttura in acciaio faccia vista, che articolano la volumetria regolare dell'insieme, creando un caratteristico gioco di spazi interni ed esterni nonchè di luce ed ombra.

La distribuzione è organizzata su due spazi principali: il primo livello è costituito da un'ampia zona giorno a tutta altezza (8,2 m) integrata dalla cucina con la zona relax-divertimento comprendente una superficie totale di 93 mq.
Gli spazi privati si trovano al di sopra della zona giorno e sono distribuiti attorno alla hall-libreria che ha la vista sul  soggiorno a tutta altezza. A questo secondo livello sono situate inoltre la camera da letto, due bagni, la lavanderia, la cabina armadio e la zona ufficio.
Il piano seminterrato è stato dedicato agli ospiti con due camere attrezzate di cabina armadio.


Fonte: Rivista Costruzioni Metalliche n. 4 - luglio agosto 2010
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La costruzione prefabbricata sostenibile da mettere anche in giardino


PieceHomes è un prototipo di un edificio prefabbricato modulare adibito a studio, progettato dallo Studio Prefab Pops-up a Venice, Los Angeles.


Il monoblocco prefabbricato del livello superiore è stato costruito in stabilimento e trasportato attraverso un camion in sito. Durante la posa in opera dello stesso tramite un carrello elevatore, i supporti temporanei sono stati poi sostituiti con pareti tradizionali per creare un garage doppio.


Si presenta come una costruzione estremamente semplice, pulita, molto illuminata ma soprattutto ecosostenibile con zero emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera e rifiuti edili quasi nulli. Inoltre ha anche un piccolo tetto verde e pannelli solari in grado si soddisfare la richiesta di energia della costruzione. Ha un sistema di ventilazione interna in grado di mantenere il comfort ottimale degli ambienti interni.


La dinamicità è data dall'accostamento di diversi materiali con proprietà diverse quali allumino, lamiera, legno, vetro...
Questo sistema prefabbricato è ideale per soddisfare l'esigenza di ampliamento della propria abitazione senza intaccare la composizione architettonica della stessa, avere un ambiente tranquillo con costi e tempi di realizzazione contenuti.
Ha un'estensione al piano primo di 45 mq ed è possibile adibirla ad altre destinazioni d'uso come camera, salotto, studio,...ovviamente è già dotata di servizi igienici.

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La prima torre ecosostenibile indiana

Lo studio di architettura HKS Inc ha proposto una slanciata torre ecosostenibile per l'India che integra perfettamente gli spazi aperti e quelli chiusi e mira ad ottenere la Certificazione LEED.


Soprannominata ITC Corporate Tower, l'edificio presenta un sistema a doppia facciata con aperture e zona verde per creare un effetto serra. La forma dell'edificio è ispirata alla tradizione locale dei Templi Dravidian risalenti a molti secoli fa, e i suoi avanzati sistemi installati di bioedilizia sono un ottimo inizio per proiettare la nazione verso una progettazione sostenibile.


Sia la facciata inclinata e complessa che l'aspetto vaporoso e leggero della torre sono ispirati ad un particolare palazzo situato nei dintorni, ma questi elementi di design svolgono anche un ruolo centrale nella progettazione ad alta efficienza energetica.
Lo schermo che avvolge il lato sud permette all'aria e alla luce di penetrare all'interno, respingendo il guadagno solare diretto.
Le terrazze a doppia e tripla altezza piene di vegetazione contribuiscono ulteriormente a raffreddare gli spazi fornendo un ambiente più confortevole per gli uffici interni.


L'edificio sfrutta anche l'effetto camino per fornire raffreddamento naturale verso l'interno. Inoltre stata prevista una sorta di schermatura che si estende per 26 piani nella facciata principale per fornire un ingresso ombreggiato circondato da una vasta area verde.
Questo progetto è un esempio di come si possa integrare il design con sistemi a risparmio energetico.

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La prima casa passiva inglese

"Underhill House" è il nome della prima Casa Passiva certificata in Inghilterra. E' situata in un contesto di particolare ed eccezionale bellezza.
Questa casa passiva è nata in seguito alla ristrutturazione di un fienile esistente da oltre 300 anni effettuata dall’architetto Helen Seymour-Smith. E' un'abitazione ecosostenibile scavata nella collina, minimizzando così l'impatto ambientale e garantendo un consistente isolamento termico.


La struttura è in calcestruzzo armato lasciato esposto interamente per sfruttare al meglio i vantaggi termici. Il volume scavato nel terreno ha un solo affaccio a sud con una grande vetrata, che fa da ausiliaria all’accumulo di calore. Le pareti rimanenti ed i solai sono interamente isolati usando prodotti in grado di resistere all’umidità e mantenere le prestazioni termiche per tutta la vita dell’edificio quali Dow Styrofoam, Floormate, Roofmate e Perimate in polistirene.

Ovviamente per ottenere la Certificazione di Casa Passiva, la costruzione ha superato tutti i test alla quale è stata sottoposta anche le prove di tenuta all'aria. Sono stati installati sistemi per sfruttare al massimo l'energia solare. Il livello di isolamento è elevato, il design di Underhill House sfrutta al massimo l'energia solare ed ha un massivo isolamento termico per mantenere un confort interno ottimale.


"Underhill House" è un ottimo esempio di come da una sapiente progettazione architettonica, impiantistica e di prestazione energetica si possa ottenere una funzionale e moderna residenza in completo rispetto dell'ambiente.
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Il massimo della modernità...


"Brentwood Residence" è un imponente e dinamico progetto residenziale concepito dallo studio Belzberg Architects nel 2007 che si sviluppa in un lotto di oltre 1200 mq.


Situata in un paesaggio pittoresco vicino alle montagne di Santa Monica, questa abitazione è un buon esempio di architettura contemporanea che rispecchia l'idea della vita moderna di Los Angeles.


Dal punto di vista architettonico questa casa si compone di volumi asimmetrici che si intersecano, creando inattesi punti di vista e giochi di luce ed ombra. Le grandi vetrate a tutta altezza stabiliscono un forte legame tra l'interno e l'esterno.


Un albero di quercia costituisce il punto focale del sito, come un imponente "pilastro", che gli architetti hanno integrato nel progetto creando uno spazio all'aperto, divertente, ricreativo. Il residence dispone, oltre che da un campo di tennis, anche di una piscina con invitanti salottini da giardino.


Anche i percorsi sono movimentati, si dissolvono e riappaiono nel territorio intrecciando anche i locali abitativi. Infatti uno di questi divide chiaramente l'abitazione vera e propria dalla dependance che ospita un'area relax.


L'ambiente principale è rappresentato dalla cucina, che è stata concepita come la spina dorsale dello spazio abitativo. Funge da punto di transizione tra le aree pubbliche e quelle private, pur mantenendo un aspetto molto aperto con la dependance adiacente. I materiali utilizzati completano l'atmosfera pulita e moderna che aleggia in tutta la casa con un accento di calore e familiarità.


Come omaggio al design classico di metà secolo scorso, la casa dispone di una varia composizione di materiali quali intonaco fratazzato, acciaio, pietra della Pennsylvania e legno Mangaris.

Foto di Art Gray Photography, Fotoworks, Benny Chan









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