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Torre in legno ecosostenibile di 30 piani

Diciamo che, come la maggior parte delle volte le novità e la sperimentazione non sono proprio italiane. E' il turno dell'Austria che ha deciso di sfruttare al massimo le caratteristiche e le potenzialità di un materiale molto antico: il legno.
Già il fatto di costrire un'abitazione in legno di due piani in Italia non è cosa comune (si preferisce la tradizione e quindi il mattone), figuriamoci un complesso di 30 piani!


Nonostante le ovvie conseguenze del cambiamento climatico globale, lo sviluppo urbano si concentra ancora oggi su costruzioni di tipo tradizionale che implicano lunghi tempi e consistenti costi. In questo modo, l'industria globale delle costruzioni è attualmente responsabile del 40% dell'energia consumata e produce il 40% delle emissioni di anidride carbonica.
Lo studio CREE (Creative Renewable Energy and Efficiency) ha seguito un'altra strada.

Ha progettato questo nuovo palazzo a destinazione residenziale con struttura lignea e rappresenterà uno degli edifici più ecosostenibili a livello mondiale (e anche il più alto con questo sistema strutturale - 100 metri di altezza) in grado di ridurre al minimo il consumo di energia nel suo intero ciclo di vita.

L'intervento, denominato "LifeCycle Tower", è previsto nella città di Dornbirn e rispetterà gli standard di casa passiva prefabbricata. Infatti il progetto è stato concepito come una serie di moduli prefabbricati assemblati in cantiere che consentiranno la riduzione della tempistica di costruzione e dei costi.


Nelle facciate saranno installati sistemi di produzione e gestione dell'energia: impianto fotovoltaico e solare per produzione dell'energia e dell'acqua calda e pannelli "verdi" in grado di regolare il guadagno di calore dell'edificio nei mesi estivi.

Per quanto riguarda la struttura, essa è interamente progettata in legno con l'introduzione di calcestruzzo armato per irrigidire i nuclei dei vani ascensore. Anche in questo caso è stata stilata una griglia di base per la distribuzione dei pilastri delle dimensioni di 1,35 x 1,35 metri, che potrà essere adattata a costruzioni future anche tipologicamente diverse (alberghi, uffici o appartamenti).


Gli elementi lignei sono resistenti alle eventuali sollecitazioni provocate da un terremoto e o allo scoppio di incendi senza collassare per un tempo maggiore rispetto ad una struttura in acciaio non appositamente trattata.
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Case prefabbricate galleggianti: un aiuto per il Pakistan


L'alluvione del Pakistan è un'altra tragedia che si è aggiunta alla altre calamità naturali che si sono verificate quest'anno, ed ha tolto la casa a ben 21 milioni di persone, quindi una vera e propria situazione di emergenza.


Richard Moreta si è adoperato nella precedente tragedia ad Haiti dove si era occupato della costruzione di case container con l'ausilio di Green Container International Aid. Ancora una volta è intervenuto con una riprogettazione della propria soluzione abitativa che si presta per le zone allagate.


Il contenitore impermeabile, chiamato per le sue proprietà "anfibio", è una casa galleggiante costruita con materiali da riciclo come bancali e contenitori in legno usati nei magazzini e nelle spedizioni, camere d'aria delle ruote,...


Il contenitore-anfibio funge da abitazione e poggia su una serie di camere d'aria derivanti dalle ruote dei camion e fungono come dispositivo per il galleggiamento. Sono ancorate alla base con quattro connettori angolari metallici, che costituiscono le guide verticali. Se la casa dovesse essere invasa dall'acqua, comincerebbe ad emergere in superficie grazie alla spinta di pistoni interni che si muovono lunghe le guide verticali.
Questa costruzione è in grado di gestire un livello massimo d'acqua di 2,5 metri.
L'unità residenziale è costruita con travi metalliche e tamponamenti in lamiera.

 

Questo tipologia di abitazione galleggiante non è del tutto nuova; organizzazioni come "Make It Right", hanno già costruito case simile in seguito all'alluvione di New Orleans. Esse possono staccarsi e galleggiare in caso di allagamento. 
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Una casa prefabbricata autosufficiente nel deserto?certo che esiste!


itHouse è una casa prefabbricata autosufficiente nel deserto californiano di Mojave, completa in tutte le sue finiture e pronta per essere spedita ovunque!
E' stata progettata, e letteralmente costruita, da Linda Taalman e Alan Koch ed è il loro rifugio perfetto per uno stile che si avvicina alla natura, che permette di scappare dalla routine e dallo stress di Los Angeles dove la coppia vive ed ha uno studio di architettura.


Una delle caratteristiche principali è che la itHouse è una casa off-grid, ossia priva di allacciamenti alle reti idriche, elettriche e fognarie. Nel 2008 ha vinto l'American Institute of Architects Award come prototipo (ne sono già state costruite altre 3 versioni in California e gli architetti hanno in corso altre sei nuove versioni "versioni 2.0 itHouse".


Ispirata dalle architetture australiane di Glenn Murcutt, costruite secondo il principio sostenibile di "toccar terra con levità", la casa si appoggia gentilmente sul terreno scabro.
Gli architetti hanno utilizzato una serie di componenti prefabbricati per realizzare un’architettura sostenibile concepita per massimizzare il rapporto dei suoi abitanti con il paesaggio circostante, minimizzando l’impatto ambientale.


Ha uno sviluppo di poco più di 100 mq, struttura in alluminio e ampie vetrate alternate a pannelli. Ha un sistema costruttivo semplice, flessibile, adattabile ad ogni esigenza per un costo complessivo inferiore ai 2.000 €/mq.


Essendo una casa off-grid deve "procurarsi" tutto ciò che le serve nel punto dove si trova. L'energia elettrica viene prodotta dai pannelli fotovoltaici; le roventi temperature estive sono mitigate dalla ventilazione naturale, mentre un camino girevole riscalda le notti invernali. L'acqua viene trasportata sul posto e conservata in una cisterna; i pannelli solari servono per la produzione di acqua calda.

Il progetto della casa prefabbricata della Taalman Koch punta ora ad essere commercializzata in un pacchetto acquisto base che comprende 2 camere da letto, 1 bagno. I diversi componenti della itHouse sono molto leggeri e di piccole dimensioni e vengono spediti direttamente sul sito per essere assemblati facilmente anche in luoghi dove una gru non potrebbe giungere.

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La casa mobile Suite Home di Hangar Design Group

E' stata premiato il 1 agosto a Shanghai il progetto di Hangar Design Group, classificato al primo posto nella competizione lanciata online da Wired Italia per l’iniziativa “Italia degli Innovatori” all’Expo 2010.
La casa mobile Suite Home sarà esposta presso il Padiglione Italia nell’ambito della mostra “Italia degli Innovatori”. Quest'ultima è una mostra temporanea allestita fino al 7 agosto presso il Padiglione Italia dell’Expo Shanghai 2010, volta alla valorizzazione dell’eccellenza tecnologica e della capacità di innovazione italiana. Una vetrina hi-tech tutta made in Italy per il vastissimo numero di visitatori dell’Expo, promossa dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, e il Commissario generale del Governo, Beniamino Quintieri, con la collaborazione della rivista Wired Italia.

Il progetto di casa mobile Suite Home è un micro-flat su ruote che ribalta il concetto di provvisorietà tradizionalmente legato all’idea di prefabbricazione per proporsi invece come una vera e propria abitazione, capace di offrire soluzioni funzionali ad alto contenuto di design.


Introduce così un nuovo concetto di abitare: il poter decidere dove stare in un’integrazione perfetta e mai vincolante tra casa e luogo, coniugando comfort e design con un'inedita immersione nella natura. E' disegnata per essere costruita ed assemblata in stabilimento nel totale controllo dei processi produttivi ponendo grande attenzione all'ambiente. Già nelle prime fasi progettuali i designer hanno considerato come obbiettivi da raggiungere la reversibilità e l'adattabilità della costruzione.

Ha tutto quello che una casa tradizionale possiede: cucina e living, camera e bagno, verande e altane. Il tutto caratterizzato da un design contemporaneo.
Si ispira al modello urbano di un attico in pieno centro, o di una suite d’albergo di lusso per proporre una tipologia di spazio abitativo quasi metropolitano, costruito intorno ad un ampio ed elegante open space per un relax ed una convivialità fuori dalle mura domestiche. Una fluida alternanza di volumi e di toni di colore ne caratterizza la complementarità tra interno ed esterno, su cui si aprono tre grandi vetrate panoramiche. L'unica ampia camera matrimoniale combina il sapore orientale del tatami con uno skyline newyorkese per creare un mood decisamente metropolitano all’insegna della contaminazione culturale. Le scelte progettuali tengono conto fin dal principio del concept visivo che sottintende al gusto complessivo dello spazio disegnato, caratterizzato dal taglio pulito, dal sapore contemporaneo e dall’attenzione al dettaglio caratteristiche della migliore tradizione dello stile made in Italy.


Destinate sia alle strutture turistiche dedicate che ai privati, il progetto Suite Home richiede tempi brevissimi di montaggio e permette, nel caso di complessi ricettivi che prevedono la combinazione di più moduli, la creazione di paesaggi mutevoli per una totale libertà insediativa.

Le nuove case mobili fondono dunque le caratteristiche di leggerezza e flessibilità tipiche del più antico abitare nomade con le esigenze contemporanee dei nuovi stili di vita, sommando mobilità permanente a ricerca dell’autenticità e del benessere, e mettendo le più avanzate tecniche costruttive al servizio dell’elemento umano.


Alberto Bovo, presidente di Hangar Design Group, ha dichiarato:
"Proprio in questi giorni stiamo stringendo un nuovo accordo di produzione con un’importante azienda italiana specializzata nella prefabbricazione e presto Suite Home sarà disponibile in una versione ulteriormente aggiornata con nuovi plus tecnologici ed estetici. Siamo convinti che la casa su ruote vada pensata come un vero e proprio prodotto industriale e che presenti grandi potenzialità, anche sui mercati esteri: stiamo già lavorando ad una fornitura di 100 case mobili per un importante developer negli USA. Sul mercato statunitense, dove il concetto di casa mobile è consolidato, la possibilità di coniugare qualità e design italiani alla funzionalità di un alloggio mobile, è molto apprezzata. Questo importante riconoscimento ci rende perciò particolarmente soddisfatti perchè conferma la bontà di un progetto che rinnova l’idea di prefabbricazione e di alloggio mobile. E speriamo di approdare molto presto con Suite Home anche sui mercati asiatici."

Fonte: Edilportale
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Impatto zero su grande scala: 10 MW Tower


La torre 10 MW è un grattacielo ecosostenibile ed allo stesso tempo un grande generatore di energia rinnovabile sfruttando l'azione del sole e del vento. E' stata progettata dallo studio americano Studied Impact.


Una grande turbina eolica da 5 MW è situata nella parte superiore della costruzione, mentre al suo interno è posizionato un sistema solare a concentrazione per 3 MW. E' in grado di produrre 10 volte la quantità di energia di cui necessita e contribuisce in maniera significativa all’alimentazione dell’intero quartiere circostante. E' stato stimato che ogni anno, il grattacielo ecosostenibile, produrrà circa 20 milioni di kWh di energia pulita.


La 10 MW Tower si trova nel quartiere Al quoz di Dubai, ospitante negozi, gallerie d’arte, stabilimenti industriali e residenze, in un lotto abbastanza isolato nella quale la luce solare arriva direttamente alla costruzione.

I primi tre piani saranno adibiti a negozi e ristoranti, quelli successivi ospiteranno uffici e probabilmente abitazioni. La torre va rastremandosi verso l’alto fino a concludersi in un tetto giardino e nella grande turbina eolica che ne definisce in maniera univoca il profilo.


I sistemi energetici rinnovabili sono stati già integrati in manufatti esistenti e tutt'ora da costruire, ma raramente su così grande scala. Il progetto per la 10 MW Tower è stato concepito attorno ai sistemi di energia rinnovabile. In base ai dati meteorologici del sito, la turbina eolica è capace di funzionare per 1.600 ore all'anno, mentre i due sistemi solari potrebbero funzionare per 2.400 ore all'anno per un totale di circa 360 milioni di kWh, con un ammortizzamento dei costi in 20 anni.

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Design minimalista italiano: Casa sulla Morella


L'autore del progetto Casa sulla Morella è l'architetto italiano Andrea Oliva dello studio cittàarchitettura di Reggio Emilia, con la collaborazione dell'arch. Luca Paroli.
Questa abitazione si trova a Castelnovo Sotto, a Reggio Emilia in un'area di mq 2.100 ai margini del centro abitato ed ha uno sviluppo in pianta di circa mq 300 (circa 11 m di larghezza, 34 m di lunghezza, 6 m di altezza). L’edificio, progettato e costruito tra il 2008 ed il 2010, si inserisce nell’intorno lasciato a prato stabile costruendo un rapporto di reciprocità col contesto agricolo.


Distante 60 m dalla strada, l’architettura si misura nel valore tipologico del rapporto strada-architettura e mediante la valorizzazione di punti di vista, interni ed esterni, nell’articolazione tra vuoti e pieni (portici e finestrature) come figura nel paesaggio. Un ruolo biunivoco tra architettura e paesaggio, tra vicinanza e distanza, tra pubblico e privato, quindi, tra osservatore e osservatorio.


In questo contesto, sollevata dal terreno a protezione dell’alta falda acquifera di superficie e a memoria degli insediamenti terramaricoli, la residenza monofamiliare è composta da due elementi: l’involucro esterno del portico (in muratura e cemento armato finiti con intonaco bianco) e il corpo interno della casa (in muratura porizzata sp. 38 cm a setti portanti con cappotto sp. 8 cm). Tali elementi, sfalsati l’uno rispetto l’altro mediante uno scorrimento verso nord-est, costruiscono una relazione in cui volume e superficie interpretano e rimandano ai caratteri dell’architettura rurale dell’Emilia occidentale: porticati, sporti di gronda, “porta morta”, differenziazione delle aperture (nord-sud).


Orientata 18° verso sud-est l’abitazione si affaccia con ampie vetrate a sud (serramenti in legno lamellare con vetrocamere basso emissive con gas argon), protette in estate dalla profondità del portico e dalle pareti coibentate scorrevoli, mentre a nord si affaccia alla strada con piccole finestre a nastro che inquadrano il paesaggio e proteggono dai venti freddi invernali.


Il grande portico definisce anche la soglia tra casa e campagna attribuendo ad “oggetti indipendenti” come scale e rampe di stessa natura formale e figurativa (acciaio cortén e calcestruzzo armato) il valore di naturale estensione dei percorsi carrabili e pedonali. Le facciate, rivestite con cappotto e circoscritte dal sistema portico, si articolano in pieni e vuoti alla ricerca di un rapporto con la grande scala del paesaggio, poi nell’avvicinarsi la sottile trama di scanalature (caratterizzazione del materiale di rivestimento) scompone le facciate in diverse partizioni che traducono la forme alla scala più intima dell’architettura, della casa.


Interpretazione di un paesaggio centuriale ma anche, citando Mondrian, di una poetica di " …. verità per astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta …" la facciata a sud è costituita da grandi pannelli oscuranti scorrevoli che aperti, socchiusi o completamente chiusi si animano in una infinita combinazione di linee, relazioni geometriche e poetiche testimoni dirette di stagioni, di luce, di intemperie e di introversione.


L’accesso dal portico ovest introduce ad un ampio soggiorno pranzo a doppio volume le cui diverse modalità di apertura sottolineano, nelle differenti stagioni e ore del giorno, le articolazioni volumetriche interne e il rapporto spazio – paesaggio esterno. Procedendo dal disimpegno si scorge il corpo scala a rampa unica illuminato da uno stretto lucernaio per poi raggiungere la sala gioco dei bambini dotata di ulteriori sguardi verso l’esterno. Un bagno, una lavanderia e una autorimessa completano le dotazioni di servizio del piano terra. Al piano superiore lo studio-biblioteca inquadra prospettive urbane e agresti e il vuoto sul soggiorno è animato dalla luce radente del lucernario zenitale. La zona notte, distribuita da un corridoio e da un bagno passante, si completa con tre camere da letto dotate di servizi (cabina armadio e bagno).


Dal punto di vista tecnologico la casa (orientata a sud con 18° verso ovest sfruttando al meglio gli apporti bioclimatici offerti dall’irraggiamento solare, inverno/estate, e dai venti prevalenti da nord) è dotata di un impianto di riscaldamento a bassa temperatura a pannelli radianti a pavimento e parete, di una unità di trattamento aria meccanizzata e di un impianto di deumidificazione statica. Sulla copertura piana sono integrati i pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua sanitaria e integrata la predisposizione per i pannelli fotovoltaici (Alugraf ) per una potenza complessiva di 6 kW. La casa, ai sensi della normativa in vigore nella Provincia Autonoma di Bolzano (D.P.P 29/09/94, n. 34) CASACLIMA, è in classe A con un consumo previsto di 5,19 KWh/(mq anno).





Foto di Kai-Uwe Schulte-Bunert
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Generare spazi verdi impensabili...


E' difficile godere di un giardino nei quartieri urbani a media ed alta densità così i progettisti si devono ingegnare per trovare una soluzione creativa. Lo studio Formwerkz Architects di Singapore è stato contattato per progettare una residenza con un'ampia superficie adibita a giardino, spazio ricavato all'interno dei 300 mq di superficie della casa.


Sono stati realizzati una parete verticale verde ed un tetto giardino. Queste scelte non sono solo un fatto estetico, ma migliorano anche la prestazione della costruzione.


La maggior parte delle case sviluppate su lotti urbani sfruttano al massimo la loro potenzialità edificatorie a scapito dello spazio verde; per questo lo spazio deve essere creato. Questa costruzione è un ottimo esempio di come si possa sfruttare elementi staticamente e tecnologicamente funzionali, come muri perimetrali e tetti, ed espandere la loro sfera d'uso.


Il giardino verticale oltre a schermare l'abitazione dagli agenti atmosferici protegge da sguardi indiscreti e migliora la prestazione energetica della costruzione. Ai quattro episodi di tetto giardino si arriva attraverso un percorso di rampe ricavate nelle coperture del complesso.


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Renzo Piano a Londra


Renzo Piano sta elaborando un nuovo progetto che "sconvolgerà" lo skyline londinese: una torre alta 310 metri che ospiterà uffici, locali per attività commerciali e residenze.


"The Shard", così sarà chiamato, non è solo la torre più alta di Londra ma anche di tutta l'Europa occidentale.
Chissà che effetto avrà questa costruzione sulla città e come si relazionerà con i grattacieli di Londra...



via archdaily



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Coppa del Mondo 2010 Sud Africa: i 5 stadi verdi

Il Sud Africa quest'anno ospita i Mondiali di calcio 2010. Il Sud Africa ha lavorato molto nella costruzione di infrastrutture per accogliere il più grande evento sportivo e condurlo nel ventunesimo secolo.
Gli stadi riflettono la logica del costruire attuale, l'ecosostenibilità, senza tralasciare ciò che è storia e tradizione per questo stato. Complessivamente sono stati costruiti dieci stadi con tecnologie sostenibili d'avanguardia.

Al quinto posto c'è l'elegante Green Point Stadium di Città del Capo. Poiché è situato tra la collina e il mare vicino il centro, quindi molto visibile, ha richiesto un disegno estetico molto sensibile. La pelle è una membrana argenteo-bianca traslucida che riprende il colore del dintorno mentre produce un effetto ottico di morbidezza di notte. Un sistema di cavi a fascio sostiene un tetto semitransparente che lascia filtrare la luce ma limita il passaggio del calore. Ha una capienza di 68.000 persone.




Al numero quattro c'è il Free State Stadium nella città di Bloemfontein. L'originale opera è stato completata nel 1952, ristrutturata nel 1995 ed adattata nel 2009 per la Coppa del Mondo 2010.
Un grande esempio di adeguamento sostenibile in grado di ospitare 45.000 persone.




Al terzo postoc'è il Moses Mabhid Stadium nella città costiera Durban. Gli architetti hanno lavorato molto sia dal punto di vista estetico-architettonico, con un ottimo risultato direi, sia per abbassare il fabbisogno energetico dell'opera sfruttando ciò che avevano a disposizione come la ventilazione ed il raffreddamento naturale, la luce solare e l'acqua piovana.





Al secondo posto è occupato da una struttura umile costruita un pò di anni fa: il Loftus Versleld Stadium situato in Tshwane, Pretoria. Costruito nel 1928, è tutt'ora impressionante, è una costruzione senza tempo che nonostante tutte le vicessitudini storiche del paese è arrivata ai giorni nostri come testimonianza. E' stata continuamente ristrutturata ed ha una capienza di 50.000 posti a sedere.




Il primo classificato è il The Soccer City Complex a Johannesburg progettata da Populous. Questo stadio ospiterà la finale dei Mondiali 2010. Il disegno prende spunto dal calabash africano (una zucca). Lo stadio  trasforma il paesaggio attraverso la forma, il colore e la luce. Di giorno il colore viene modellato evocando il rame, risorsa del sottosuolo africano che ha sostenuto l'economia locale per molte generazioni. I pannelli trasparenti delle facciate di notte generano un modello unico e di memoria. Il tetto trasparente e il rivestimento delle facciate filtra la luce del giorno. Ha una capienza di 90.000 persone!

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